il tavolo della villa di castellaneta, nn riesco proprio a trovare il quadro che fa da sovracopertina a “piera e gli assassini” di dacia maraini e piera degli espositi… sta scritto che è l’edera in fiore di matisse, ma l’edera in fiore non ha nulla a che vedere con esso!! ke peccato nn riuscire a trovarlo, mi ricorda tanto, con i suoi colori caldi, il vaso di fiori, la tranquillità e quel che di mediterraneo che sembra emanare, il tavolo della villa di castellaneta… ricordi d’infanzia, si… dolcissimi per una nostalgica come me… mi sono ripromessa di disegnarlo a modo mio sul moleskine… chissà come lo disegnerò, osservandolo così, offuscato dalle nebbie della memoria e confuso con i ricordi del tavolo vero…

 scherzavo… ^________^
ho finito di leggere “il giorno della civetta” proprio ieri. sciascia ha uno stile meraviglioso… penso che diventerà il mio autore preferito. e poi, che storia incredibile… assurda…
ho comprato siddharta di hesse, avere o essere? di fromm, e un moleskine sketch book. credo che la volontà di emulare qualcuno a questo punto sia più che evidente.

grazie ring19, non so come ringraziarti… era proprio quel che cercavo avendo un blog: qualcuno che potesse darmi consigli avendo vissuto quel che io sto vivendo ora… ora so cosa fare (o perlomeno… so che lo farò, prima o poi)…
grazie ancora.
e a questo punto il mio blog dovrebbe venire chiuso, dato che il suo compito l’ha svolto…
ok, allora fate partire la sigla finale e it titoli di coda…
francois hardy – des ronds dans l’eau (dalla colonna sonora di “ricordati di me” di muccino”)

in sottofondo: quelq’un m’a dit (spero si scriva così) di carla bruni (la canzone della pubblicità della lancia thesis)
a volume basso perchè i miei dormono e io sono la sola a godermi questo inizio pomeriggio tanto azzurro che più azzurro non si può. vorrei essere in una città romantica e suggestiva come venezia o come bologna dai tetti rossi o in villa a castellaneta o ancor meglio nell’inghilterra del sud, dove il cielo forse è ancor più azzurro, come gli occhi di una ragazza, a quanto sostiene Dickens… Ma poi sospiro (pausa) e mi convinco che è l’uomo e non il luogo dove si trova a rendere felice se stesso, e se io qui ora non sono felice non lo sarei neanche in capo al mondo, e se fossi felice, felice nel profondo, contenta di me stessa, di quello che sono, sarei felice anche in fondo a un pozzo.

Ma purtroppo felice di me stessa non lo sono, e sapete perchè??? perchè ho scoperto che invece di essere la persona speciale e fuori dal comune e originale (senza falsa modestia, lo credevo davvero) che credevo di essere in realtà non lo sono, e che scrivo da schifo, che se volessi realizzare il mio sogno un giorno di pubblicare un libro o di scrivere poesie per comunicare i miei sentimenti e per lasciare qualcosa a qualcuno non lo potrei fare, perchè verrebbe uno SCHIFO di cui non sarei mai contenta. ecco tutto.

ma voi dite (e me lo dico anch’io): “ma tutti siamo speciali e unici e originali”! e io dico: “si, ma non tutti scriviamo libri e poesie e articoli e saggi e. bisogna avere idee chiare, convinzioni sicure, una certa filosofia di vita, un’intuizione trasportata sul piano universale per scrivere. sennò, che messaggio comunichi?? quando ho detto “intuizione trasportata sul piano universale” intendevo dire quel che giace un po’ obliato nella nostra anima, quel che intendiamo senza sapere veramente che i filosofi invece teorizzano e portano a galla. è per questo che a volte ci sembra che i grandi pensatori ci dicano qualcosa che sappiamo già: perchè noi lo sappiamo INCONSCIAMENTE. (gli schizofrenici infatti, fatto del loro inconscio l’unica realtà che accettano, dicono cose affermate anche da pensatori del passato. riprova questa dell’universalità dell’anima sostenuta da jung) ma non mi voglio lanciare in discussioni psicanalitiche che non sono capace di sostenere.

basti sapere che la mia realtà mi è scivolata via dalle mani come sabbia, si è dissolta come un miraggio, e in mano allora cosa mi resta??? cosa è rimasto di me, se non c’è più la scrittrice in erba??? la psicologa, finchè non sparirà anche lei, perchè pian piano mi accorgerò che in realtà della gente capisco poco o niente… poi se ne andrà la lettrice, perchè mi accorgerò di non ricordarmi niente di quel che ho letto neanche l’anno scorso… insomma, non sarò più la persona intelligente che credevo di essere.


e chi sarò allora??? un corpo vuoto, da cui ricominciare tutto daccapo??
(se questi sono gli effetti della lettura di uno nessuno e centomila… allora NON LO LEGGETE!!! mi raccomando)
(a proposito, ho lasciato un po’ l’inconscio per il giorno della civetta di sciascia. se leggo qualcosa lentamente non ci capisco niente. devo leggerla così, tutta d’un fiato)
 

dum dum dum… ora vado a martina franca, a godermi il fresco (se c’è… l’ultima volta c’erano treanta gradi…), a prendermi un bel gelato (ancora?? ma non ti bastano mai!), a curiosare nella libreria (se è aperta)…

ho appena finito di leggere “uno nessuno e centomila”.
in certi punti mi ha provato fino a farmi stancare… annoiata lo volevo abbandonare, ma poi andavo avanti convinta che avrebbe rarricchito la mia cultura, il mio animo. ora voglio dire solo una cosa: la fine è bellissima, pura arte. estrema alienazione dalla realtà, pur essendo pienamente in essa… o almeno così ho capito! se c’è una cosa che ho imparato da questo romanzo, ancor meglio di come la sapevo prima, è che la realtà per me non può essere la realtà per gli altri. se c’è qualcuno che l’ha letto, può dirmi cosa ne pensa, anche perchè ho avuto la sensazione di averlo letto un po’ superficialmente, un po’ troppo alla svelta. ma del resto faccio sempre così, quando mi trascino una lettura per giorni. riesco a leggere bene un libro solo quando lo faccio in poco tempo.
tornando a pirandello, è veramente affascinante, a pensarci bene, tutto il percorso fatto da vitangelo, cominciato prima con l’accorgersi della molteplicità della realtà, che in sè non è nulla ma che viene riempita di significato dagli altri; continuato con la scoperta della sua irrimediabile solitudine, con la perdita della sua identità (della sua visione di sè per sè) e con la creazione di un’altra, attraverso la concetrazione della volontà. percorso finito con la dissoluzione nel nulla, avvenuta attraverso l’estraneazione dalla realtà che mi è parsa quasi come un ritorno alle origini. vuoto, senza nome, vitangelo è tutto, muore e rivive ogni momento, perchè è albero, erba, farfalla, libro… (nota: sarebbe interessante fare una riflessione sul ruolo della natura nel romanzo, anzi in tutto pirandello, ma sono troppo pigra e ignorante per farlo).
questo discorso mi è servito ad esporre il mio pensiero ed evitare di perderlo nei meandri della mente. e per distromarmi che qualcosa almeno da uno nessuno e centomila l’ho capita.

hanno finalmente aperto un fanlisting per la psicologia!!! 🙂 e ovviamente mi sn iscritta subito…. ^^
ma dov’è andata la depressione di ieri???
sarà che stasera ritorna??
mi sento invero molto triste…
mi sembra d nn ricordare molto dei libri che ho letto… è mai capitato a nessuno di voi???

sto cercando il poster del concerto dei subsonica che si terrà a taranto esattamente OGGI… l’ho visto in giro, mi piace moltissimo, ma non riesco a trovarlo 😦

ma come si chiama quell’opera di matisse sulla sovracopertina di “piera e gli assassini” di dacia maraini e piera degli espositi??? mi ricordo che era “edera in fiore”, ho cercato su internet ma nn è affatto quella…. qualcuno lo sa???

a una bancarella del mercato c’era un uomo col suo anziano padre che vendeva vestiti…
un uomo un po’ particolare.
ha cominciato a parlare di Goethe con una signora tedesca… rivelandole che era un appassionato di Bukowskij (???? nn è questo il nome ma qualcosa di simile)
e io ho sorriso