Mode giacomina leopardi on
li vedevo ridere, giocare, divertirsi. le ragazze sedute sulle spalle dei ragazzi cercavano di disarcionarsi a vicenda, mentre due più lontani galleggiavano tranquillamente, forse isolatisi per avere un po’ di intimità. poco dopo però si unirono anche loro al gioco.
io… intrappolata tra i due gruppetti, guardavo un po’ l’uno un po’ l’altro. mi vergognavo. mi sentivo molto infantile, così, sempre dietro a mia madre e a mio fratello. menomale che lei non c’era. però c’era lui. che come me li osservava, stranamente assorto e preso da una muta invidia. mi avvicinai a lui. “ma cosa vogliono, questi?” mi disse.
e, tornati sotto l’ombrellone, mi accusò di avergli impedito di avvicinarsi a quei ragazzi, perchè si sarebbe potuto divertire, mentre io ero un peso, una chiumma, diciamolo, una min*hiona.
cosa posso dire? è vero. e non so neanche perchè.
ho cercato di capirlo, amareggiata, mentre stesa sulla sdraio fingevo di dormire (per fuggire a quella realtà, che non mi piaceva  affatto).
perchè nonostante lo desideri non riesco ad avvicinarmi ai miei coetanei, a fare amicizia, ad affrontare la vita con leggerezza??
perchè l’anno scorso, due anni fa, in gita a Londra, rimanevo isolata dal gruppo, non partecipavo alle riunioni notturne?? perchè quest’anno in gita mi sono sentita così male???
perchè alla festa di m. non ho detto neanche UNA parola??
ho provato, come dice de carlo in due di due, a rompere il vetro, a immaginarmi vecchia e piena di rimpianti. non ha funzionato.
poi ho pensato che se mi avessero INVITATA avrei fatto finta di non senitirli.
e che se t. mi avesse telefonato per invitarmi ad andare in spiaggia avrei cercato di trovare una scusa per non andarci.
di solito non so cosa dire, cosa fare, e quando dico o faccio qualcosa, nessuno mi ascolta (alla festa di m. friggevano le patatine nella friggitrice, non si volevano scottare con l’olio e dissi allora che dovevano togliere il cestello. nessuno mi sentì. mezz’ora dopo lo disse g. e tutti fecero “ah già!”).
eppure mi piacerebbe tanto inserirmi nel loro gruppo, parlare amabilmente, comunicar loro le mie idee, i miei pensieri, divertirmi… e magari trovare anche qualcuno che…
(in famiglia ho un’eloquenza invidiabile. manifestatasi con sorprendente energia a scuola in occasione dell’assemblea di classe sulla protesta contro la riforma moratti… e poi svanita)
e invece sto qui. volo in solitario.

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