in sottofondo: quelq’un m’a dit (spero si scriva così) di carla bruni (la canzone della pubblicità della lancia thesis)
a volume basso perchè i miei dormono e io sono la sola a godermi questo inizio pomeriggio tanto azzurro che più azzurro non si può. vorrei essere in una città romantica e suggestiva come venezia o come bologna dai tetti rossi o in villa a castellaneta o ancor meglio nell’inghilterra del sud, dove il cielo forse è ancor più azzurro, come gli occhi di una ragazza, a quanto sostiene Dickens… Ma poi sospiro (pausa) e mi convinco che è l’uomo e non il luogo dove si trova a rendere felice se stesso, e se io qui ora non sono felice non lo sarei neanche in capo al mondo, e se fossi felice, felice nel profondo, contenta di me stessa, di quello che sono, sarei felice anche in fondo a un pozzo.

Ma purtroppo felice di me stessa non lo sono, e sapete perchè??? perchè ho scoperto che invece di essere la persona speciale e fuori dal comune e originale (senza falsa modestia, lo credevo davvero) che credevo di essere in realtà non lo sono, e che scrivo da schifo, che se volessi realizzare il mio sogno un giorno di pubblicare un libro o di scrivere poesie per comunicare i miei sentimenti e per lasciare qualcosa a qualcuno non lo potrei fare, perchè verrebbe uno SCHIFO di cui non sarei mai contenta. ecco tutto.

ma voi dite (e me lo dico anch’io): “ma tutti siamo speciali e unici e originali”! e io dico: “si, ma non tutti scriviamo libri e poesie e articoli e saggi e. bisogna avere idee chiare, convinzioni sicure, una certa filosofia di vita, un’intuizione trasportata sul piano universale per scrivere. sennò, che messaggio comunichi?? quando ho detto “intuizione trasportata sul piano universale” intendevo dire quel che giace un po’ obliato nella nostra anima, quel che intendiamo senza sapere veramente che i filosofi invece teorizzano e portano a galla. è per questo che a volte ci sembra che i grandi pensatori ci dicano qualcosa che sappiamo già: perchè noi lo sappiamo INCONSCIAMENTE. (gli schizofrenici infatti, fatto del loro inconscio l’unica realtà che accettano, dicono cose affermate anche da pensatori del passato. riprova questa dell’universalità dell’anima sostenuta da jung) ma non mi voglio lanciare in discussioni psicanalitiche che non sono capace di sostenere.

basti sapere che la mia realtà mi è scivolata via dalle mani come sabbia, si è dissolta come un miraggio, e in mano allora cosa mi resta??? cosa è rimasto di me, se non c’è più la scrittrice in erba??? la psicologa, finchè non sparirà anche lei, perchè pian piano mi accorgerò che in realtà della gente capisco poco o niente… poi se ne andrà la lettrice, perchè mi accorgerò di non ricordarmi niente di quel che ho letto neanche l’anno scorso… insomma, non sarò più la persona intelligente che credevo di essere.


e chi sarò allora??? un corpo vuoto, da cui ricominciare tutto daccapo??
(se questi sono gli effetti della lettura di uno nessuno e centomila… allora NON LO LEGGETE!!! mi raccomando)
(a proposito, ho lasciato un po’ l’inconscio per il giorno della civetta di sciascia. se leggo qualcosa lentamente non ci capisco niente. devo leggerla così, tutta d’un fiato)
 

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2 thoughts on “

  1. noi non saremo speciali per tutti!al massimo lo saremo per tre o quattro persone…ti assicuro che mi sentivo quasi come te alle superiori, poi dopo qualche anno nel volontariato (ti prego non pensare a scout, chitarrine e messe mattiniere!) ho cominciato a capire che gli altri non erano meglio o peggio di me…potevo donare un sorriso a un amico o una carezza a una persona triste.L’amore è venuto quando ho cominciato a fregarmene di piacere il più possibile.Le tue parole sono sincere e mi sembrano di una blogger che può essere tutto tranne che banale e priva di qualità.La vita è un po’ come il cd di carla bruni… piena di tristezze, gioie e debolezze affascinanti.Buona giornata

  2. non so chi siate ma vi ringrazio perchè cercavo da tantissimo il titolo della canzone della lancia e ora grazie a voi finalmente l’ho trovata!!! Grazie e scusate l’intromissione

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