Matti
Siamo tutti matti
Urliamo, c’insultiamo,
Da nevrosi siamo afflitti
Spariamo dei sorrisi,
Degli alibi perfetti,
Colletti inamidati,
Dai trascorsi assai sospetti
Siamo tutti matti
Fuori ogni misura,
In fondo a ogni promessa,
L’incertezza e la paura .
Fragili ed inetti,
Bugiardi, trasformisti,
Regalaci un computer,
Se non vuoi vederci tristi
Siamo tutti matti… Matti
Sciocchi o intraprendenti
Vere oppure appariscenti
Decidiamo che destino avremo mai…
Se l’occhio andrà d’accordo col cervello,
Se il cuore ci dirà la verità!
Teneri, incompresi,
A quelle labbra ancora appesi,
Questa guerra è bella,
Ma ci esaurirà !
Uomini, che fantasia!
Donne, anche voi,
Che imprudente bugia
Matti
Senza via d’uscita…
Ogni sistema è buono,
Per fregare questa vita!
Barche senza remi,
Asciutti temporali,
Frammenti d’infinito,
In balia dei cellulari!
Siamo tutti matti,
Matti proprio tutti,
Buoni solamente,
A strofinarsi dentro i letti,
Vuoti di memoria,
Vittime in carriera,
Grazie ad una mela,
Siamo entrati nella storia […]
Ha proprio ragione Renato Zero quando canta “siamo tutti matti”… lo dice Fromm stesso. il tipo dal carattere “commerciale” (se mi ricordo bene era così) “vende” se stesso, proponendosi come individuo perfetto da ogni punto di vista, seguendo la moda e quindi i gusti del momento, a seconda delle leggi di mercato, e acquistando a sua volta altre persone: amici perfetti, fidanzati perfetti… tutti che seguono lo standard, che abbracciano con piacere i valori proposti dalla società: eterna giovinezza, moda, forma, sesso… e questo tipo di persona, il + diffuso secondo fromm nella società industriale, soffrirebbe di schizofrenia (ossia distacco dalla realtà, creazione di una realtà soggettiva propria). questo perchè la sua mente si modella da sè una realtà, diciamo piacevole, sicura, in cui ogni cosa è catalogata secondo informazioni ritenute sicure, vere. una realtà che purtroppo (purtroppo x il tipo commerciale) non è vera. insomma, dice fromm che la maggior parte di noi si costruisce un suo mondo con tutte le sue false convinzioni cristallizzate come sculture di ghiaccio che servono a farci sentire sicuri, sicuri di quel che siamo e di quello che c’è intorno è.
per uscire dalla pazzia, per non essere più “matti”, ci si deve liberare di queste convinzioni (che io chiamerei pregiudizi) e NON farcene altre per conto nostro, ma restare aperti a qualsiasi tipo di conoscenza. senza fissarci dinuovo. perchè qualunque tipo di conoscenza potrebbe essere sbagliata. un po’ come faceva Socrate, no


Spero di essere stata chiara… ^_^

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