c’era una volta…
-Un re! -direte voi.
No, non un re, ma una ragazza.
Una ragazza come tutte le altre, che andava a scuola mangiava studiava parlava al telefono scriveva rideva disegnava sognava.
un giorno questa ragazza cominciò a soffrire.
non le piaceva più la sua vita.
non le piaceva come era. (siccome pensava di essere stupida, pensava che anche gli altri lo pensassero) voleva essere qualcos’altro. voleva sempre andare d’accordo con tutti. era difficile far finta che tutto le piacesse. quando stava molto male, aspettava di trovarsi da sola e piangeva.
col tempo arrivò anche a odiare la scuola.
le sottraeva tempo a quello che voleva fare veramente.
come faceva a leggere dahl, pitzorno, e poi asimov e a disegnare e a guardare la città addormentarsi la sera la gente che stendeva il bucato l’alba il tramonto sul mare e a imparare a fare la torta di mele se doveva studiare i verbi latini gli insiemi la caduta di atene la struttura della cellula??
non le piaceva che le dicessero cosa fare, soprattutto.
non faceva mai niente di quello che le dicevano di fare.
il pomeriggio non faceva niente, solo la sera studiava (e fino a tarda notte) perchè il grillo parlante dentro di lei non la smetteva di stridere.
la mattina la mamma le metteva sotto il braccio l’abbecedario e la mela in mano e le diceva di stare attenta e di imparare tante cose.
lei invece guardava fuori dalla finestra e vedeva il cielo e gli alberi e LA LUCE del sole e una farfallina bianca. “perchè non posso essere una farfalla?” pensava.
un giorno invece di andare a scuola prese l’autobus e andò in un paesino vicino. la campagna gli olivi le casine dai muri bianchi il cielo azzurro e QUELLA LUCE così intensa che riempiva gli occhi della gente e li faceva splendere come gemme e filtrava attraverso gli alberi e le imposte delle finestre… tutto era così bello che desiderò restare lì per sempre. “presto”, si disse, “presto, prima che il grillo parlante cominci a ciarlare e mi faccia sentire in colpa per tutto…”. si piegò su stessa e sputò qualcosa. in un grumo di saliva c’era un corpicino nero: il grillo parlante. alzò il capo verso il cielo COSI’ AZZURRO e pensò “finalmente…” si tese e stiracchiò e contorse e allungò e scurì e irrigidì, i suoi capelli divennero foglie e le braccia rami e i piedi radici e fu olivo anche lei e sul suo tronco si posò una farfallina bianca.

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2 thoughts on “

  1. ^_^ bello ..
    solo una cosa.Smetti di desiderare.So che e’ difficile,ma se vuoi il tempo per fare quello che ami,Trovalo!!Usa quel tempo per divertirti.Se lo desideri veramente,non avrai sensi di colpa per nn aver fatto il tuo dovere verso la societa’.

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