eeeh ho cambiato il titolo del blog…. adesso quelli che mi linkano però (e sono davvero tanti!!) non sono costretti a cambiare il link da introspection a non c’ho voglia perchè fondamentalmente la sostnza è sempre quella… e l’URL lo conferma… il titolo è solo più originale… no?? *perplessa*

cazzeggio prolungato fino alle 12.30. arriva la posta, veloce controllo della domenica del sole ventiquattr’ore. niente articoli su leopardi?? solo un trafiletto sulla lectura leopardiana, niente di interessante, accanto a un altro su dorian gray psichedelico.
me ne torno al computer… che facciamo? visitiamo blog a caso? visitiamo pure.
finchè non arriverà l’ora di mettere l’acqua della pasta… 

come si blogga? è volgare scrivere la pura vita, come in un diario? e allora che differenza c’è tra diario e blog? nel blog si scrive per un pubblico e allora si cura la propria scrittura e si cerca di descrivere la propria esperienza in maniera letteraria?

anche la matematica ha il suo fascino


1. afferra il libro più vicino a te in questo momento.
2. apri il libro a pagina 23.
3. trova la quinta frase.
4. postala nel tuo blog insieme a queste istruzioni.



“Questa è indubbiamente leggenda, ma essa sta ad esprimere lo sbigottimento e la reazione che dovette provocare quella rivoluzionaria scoperta, che demoliva il concetto pitagorico di punto esteso e recava, quindi, un gravissimo colpo non solo a tutta la geometria pitagorica, fondata su di esso, ma anche al complesso delle dottrine filosofiche di quella Scuola, fondate anch’esse su tale concetto” da “L’indagine matematica” di G. Zwirner e L. Scaglianti


via underbreath

sto con le pupille libere e serena, alleggerita dalla colpa di aver impedito a una mia cara amica di vestirsi a festa. Rimane il fatto che io non lo posso fare… adesso però non sento tristezza, sono contenta che almeno lei vada a divertirsi, e penso che stare qui a fare il passero solitario sia la mia giusta colpa. (eeh, non oso volgerlo al femminile come sarebbe invece corretto) sempre fuori dall’esistenza

Tutta vestita a festa,
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;

E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio ad altro tempo
: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che beata gioventù vien meno.

Tu, soligno augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? Che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

il mio libraio di fiducia sinistrorso ed esoso mi consigliò tempo fa “Tre metri sopra il cielo”, libro di cui mi attrae solo il cuore col pugnale che fa molto graffito metropolitano. per il resto, la storia mi sembra banale: l’amore tra due adolescenti, lei di uona famiglia, lui teppista che fa le gare con la moto. e partono già le critiche: la prima femminista: perchè non poteva essere teppista lei, giusto per variare un po’??? la seconda critica non ha basi solide, data la mia inesperienza… però rimane il fatto che di gare pazze con le moto non ne sento neanche l’eco. e poi…. ci sono i nomi. STEP???? BABI??? POLLO???? Con ciò non intendo offendere l’autore o dar giudizi su un libro che neanche ho letto… ma esprimere tutte le mie perplessità e magari chiedere consiglio a qualcuno…..