Il leone senza denti (che titolo balordo) -seguito del post precedente
Grazie alle mie notevoli capacità mimetiche riuscii a non farmi notare da nessuno, cosa peraltro abbastanza facile perchè tutti erano assorbiti dagli eventi e io passavo perfettamente insosservata. Almeno fino al momento delle foto con la festeggiata, in cui mi sono esibita con uno splendido sorriso a labbra sigillate (giuro, non riuscivo ad aprire la bocca) e risposi con un mugugno ai complimenti della madre di F. e di suo fratello (*momento di rabbia* volevo solo non essere notata, perchè non mi hanno lasciata in pace?).
Poi aiutai la madre di F. e suo padre e la nonna a mettere a posto, e colsi l’occasione anche per andarmi a togliere le lenti e rimanere un po’ da sola (mi lavai anche i denti, dato che avevo un alito insopportabile).
Tornata fuori, rimasi ad ammirare, immobile come un attaccapanni, gli amici di F. che pian piano -non potevo credere ai miei occhi!!!- se ne andavano. Ero molto felice, nonostante l’imbarazzo per essere muta davanti agli altri chiacchieroni. Era una cosa surreale, sembrava un quadro di De Chirico: una lunga prospettiva con loro lontani, sul fondo, e io e un altro ragazzo isolato come me che li guardavamo dalla veranda, spazio che ci separava anche idealmente da loro (uh uh!). Con questo ragazzo si stabilì una strana empatia per la quale avevamo le stesse reazioni a certe cose (per esempio, ridevamo per le battutine che ci giungevano all’orecchio da quel mondo parallelo al nostro).
Dissi alla madre di F. che mi si chiudevano un po’ gli occhi e -non l’avessi mai fatto- quella cominciò a ingiungere imperiosamente alla figlia di salutare gli amici e di ritirarsi. Ma, ancora peggio, mi mandò a dormire con la NONNA. Parallelo fin troppo evidente, ahimè.
Dormii tutta la notte su un fianco, causando il ristagno del sangue e lo spostamento delle viscere da quella parte del corpo. L’intestino tenue ancora non si è risistemato. Per fortuna mi svegliai in tempo per andarmene con i genitori di F. che hanno un negozio in città -la furba non mi aveva svegliato nonostante l’avessi sollecitata in questo senso due giorni prima… voleva che restassi con lei a godermi la spiaggia e il mare e la compagnia sua e dei suoi amici. Perciò me ne scappai difilato.
Mi dispiace di non poter corrispondere la sua amicizia. Siamo troppo diverse. A lei piacciono cose che io odio, e io trovo interessanti cose che invece per lei sono noiose.
Continua a insistere che io vada a passare un giorno con lei alla villa.

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