Tutto quello che scrivo adesso mi sembra così poco scorrevole. Stenta a muoversi come una persona in un sogno.
Volevo solo dire di aver letto “Canto d’amore di J. Alfred Prufrock” di Eliot e di essere profondamente umiliata dal fatto di non poterlo aver compreso senza commento… ecco tutto. E’ bellissimo comunque. Penso di essere molto simile a Prufrock, con la sua indecisione e vigliaccheria -non è come Amleto, l’eterno dubbioso, ma solo un personaggio secondario, un cortigiano, un buffone -e le donne vanno e vengono parlando di Michelangelo -qualcuno con molta più creatività di lui, certamente -mentre lui non riesce a dichiararsi e a “disturbare l’universo” di quella piccola società riunita in una sala da tè -non credo che le sirene canteranno per me

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5 thoughts on “

  1. capitato di qui per caso. vedo che stai leggi totem and tabù. bhé, accetta un consiglio da uno studente di psicologia al terzo anno: attenta: la psicanalisi stessa è la prima fonte di neurosi. 🙂

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