Non importa quanto mi rivolti tra le coltri fino a notte fonda perchè non riesco a dormire dall’angoscia, il giorno dopo sarò di nuovo seduta immobile a guardarmi intorno come se non ci fosse via d’uscita da questo labirinto.
E potrei davvero io essere così forte e sicura di me stessa da forzarmi a vincere l’inerzia, quotidiana più del pane, e decidere che continuare a vivere così non si può? Che devo cambiare? forse avrei dovuto essere un paio di ruvidi artigli sul fondo di mari silenziosi
Non me la sento: ci vuole grande determinazione per imporsi una tale svolta.
E io forse non sono ancora così totalmente disamorata di queste giornate solitarie da volerle drasticamente cancellare.
Eppure, com’è forte la vergogna, a notte fonda, la vergogna di una vita arida e inoncludente!
Sarà che la notte è un po’ come la morte -fatto sta che mi pento delle mie omissioni, e mi dispero per un po’ per poi finalmente addormentarmi.
La prossima volta mi faccio una camomilla.

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