sick at home

le cose della mia vita sono in un ordine strano
avevo tutta l’intenzione di sfruttare al massimo quest’ultimo giorno (molti sono in gita) e la mia ritrovata voce per ritagliarmi un posticino seppur minimo vicino a lui, come vocetta flebile dietro le quinte, ma comunque presente… la febbre non me l’ha reso possibile. segno del destino?
hendrix e pj harvey. dry e are you experienced. a ziggy stardust ci devo ancora pensare.
ieri non ho fatto altro che dormire e leggere e spandere intorno un’aura di pigrizia e voluttà e umida stagnante malsana immobilità sognante.
dal vivo potrò vederlo solo domani, quando saranno tutti tornati e ci sarà più chiasso in cui la voce potrà perdersi e affogare.
conferenza al salone della provincia, nessuna interrogazione, maligna causa di ulcere perforanti (beh non proprio ma quasi)
venerdì si però.
mi sono stufata.
venerdì si ritorna a scuola per il corso pomeridiano di letteratura, per tutta la classe -razione supplementare di G., non vedo l’ora. sarà passata anche filosofia.
[intanto provo l’accordo di do maggiore, spero di diventare brava anzi bravissima, spero di riuscire a fare qualcosa molto bene finalmente, e non qualcosa di banale, qualcosa di bello e vitale come suonare. molta forza nele corde. diventerò magra. mi verrà la febbre. mi è già venuta]

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