Villa Peripato di sera la dovevo ancora vedere. Ci sono solo coppiette e famiglie. E’ buio e i lampioni diffondono una luce arancione intensa in aloni netti sui viali. La piazza della villa sembra ancora più grande perchè è semideserta. C’è qualcuno che venendo qui si ricorda della propria infanzia, almeno mezzo secolo fa. Intanto è tutto cambiato. Neanche io me la ricordavo così la villa. Il busto di Pitagora è ancora lì però. A dare un certo contegno a questa che una volta doveva essere stata una villa davvero principesca.
Da una parte si potrebbe vedere tutto il Mar Piccolo se non ci fossero tanti alberi.  Taranto è una bella città, in fondo.
Nella vasca dei pesci ci sono le anatre, i cigni e le tartarughe. Inutile dire che è sporca da far schifo, piena di cartacce e spazzatura varia. Che bellezza (sprecata).

Non so ancora uscire la macchina (uuuh, tipicamente meridionale, l’uso transitivo del verbo intransitivo) dal parcheggio in maniera decente, ma per il resto sono migliorata! Per esempio, non ho fatto spegnere la macchina dieci volte ma una sola, non ho premuto la frizione in curva rischiando lo sbandamento e mi sono ricordata di mettere in folle prima di togliere il piede dalla frizione!! Che si può volere di più??? E’ ora che impari a guidare la macchina adesso che ne ho una tutta mia a disposizione, una cinquecento di seconda mano, esteticamente poco apprezzabile ma a detta di tutti affidabile su strada. Pochi hanno il privilegio di avere una macchina propria, e si sa, chi ha il pane non ha i denti per mangiare.  Quindi se ci riesco fra qualche mese scarrozzerò per la provincia senza rischiare di far venire un infarto agli eventuali passeggeri.  Ma tanto che me ne frega, come se la mia natura di pantofolaia non fosse manifesta. Quando ho bisogno di un passaggio, lascio fare agli altri…. e ora scusate ma torno a cazzegg ehm a studiare.