Situazione disastrosa: ascolto the killing moon dei Nouvelle Vague e il libro Österreich für  Deutsche  giace  abbandonato sulla stampante con un milione di parole sottolineate in attesa di essere  decifrate tramite il benedetto Pons.de.

In cerca di sollievo dalla tensione pre-esame  sono tornata alla mia vecchia passione per i manga.  Mi sono lasciata guidare dal’istinto e ho preso: Jelly Beans, stupenderrimo; Nana; Cynical Orange (che è in realtà un manhwa); Akuma no Eros e Death Note. Ho preso quest’ultimo aspettandomi un horror splatter stile Trinetra, invece mi sono ritrovata davanti a un thriller sofisticato di cui ho capito ben poco avendo perso tutti gli intrighi precedenti. Praticamente sono solo dialoghi, e ben poca azione. I personaggi si parlano mentre pensano accanitamente alla strategia da adottare per fregare meglio l’altro e congetturano su quello che l’avversario sta progettando… Per me che faccio di questi soffocanti pensieri in continuazione, vederli per iscritto è come darsi delle martellate sulle dita. Il soggetto è molto interessante, implica risvolti morali non indifferenti, ma che devo dire, non è il mio genere.

Tutto ciò ha aiutato molto ma il vero sollievo l’ho avuto solo dopo essere uscita dallo studio della prof, dopo aver aspettato il mio turno (come dal dottore) per più di cinque ore. Tra l’altro dovrei imparare a fregarmene di studiare fino a mezzanotte e che non c’è niente come una serata d’estate in piazza o a un concerto metal. Si, me lo devo ricordare.

"Sai Hachi,fino a quel momento ero convinta che fossimo noi stessi a definire il nostro destino.Poi mi sono resa conto che le persone a volte non possono essere così forti,che la volontà non è sufficiente.Sono diventata più comprensiva." (da "Nana")

otaku forever

 I take a spoonful of marmalade just to let it drop observing its red transparency.

I had an exam today but there were so many people that they told some of us to come back in two days. That’s bad, I should be studying for another right now :S I have three exams left and I’m worried about not being able to pass them.

Anyway I took some free time for myself, had a walk and bought Death Note 11. My mangamania has come back. How can I resist those cute little faces and those plots which are so close to the patterns of my life? I bought Jelly Beans, Akuma no Eros and Nana.

Summer has started and the shorts I wear at home have become even shorter. My legs are still as white as snow though. Still no beach for me.

“Esistono persone al mondo, poche per fortuna,
che credono di poter barattare una intera via crucis
con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo,
e che si approfittano della vostra confusione per passare un
colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole
d’amore
…”
(Andrea Pazienza)

Un giorno andavo sfogliando l’antologia delle medie di mio fratello quando capitai su delle tavole di un fumetto: una macchina in corsa, un viso stravolto dalla rabbia, la schiena enorme di un energumeno. Rimasi colpita dall’espressività di quei disegni che erano eloquenti anche senza parole, che facevano intuire di appartenere a chissà che storia. Chi era il loro autore? Era Andrea Pazienza, ed erano tavole tratte da "Gli ultimi giorni di Pompeo".

Avevo voglia di leggere qualcosa di suo e allora presi proprio "Gli ultimi giorni di Pompeo". Rimasi folgorata. Cominciai a scrivere "il mio futuro è in un c.c." sui banchi di scuola. A ripetere Majakovskij  a memoria. Leggendolo mi sentivo addosso la stessa angoscia del protagonista, chiuso in un ambiente che lo disgustava, prigioniero della droga, col cervello "che va a mille sotto diversi strati di nastro isolante".

Ancora oggi vado cercando Andrea Pazienza ovunque: in edicola, in fumetteria, su internet, sapendo di dover ancora capire tante cose su di lui e su quello che ha fatto per la letteratura italiana e per l’arte.

Da "Gli ultimi giorni di Pompeo"
«Quel giorno tutta dai pettini ai piedi come un attore tragico un dramma di Shakespeare in provincia
ti portavo con me
ti sapevo a memoria
e girellando per la città ti ripassavo
Quando caddi davanti a te, abbracciando questa NEBBIA
questo GHIACCIO
questo spazio
Come sei bella, questo turbine D’AFA…!

-ma di che parli stupido

-E’ FINITA.

‘Ma la vecchiezza è una Roma
senza burle e senza ciance
che non prove esige dall’attore
ma una completa, autentica ROVINA’ Majakovskij»

going nuts

how can I keep up like this? I don’t want to end up screaming like crazy as PJ Harvey does in this song. 😦

Oh my lover
Don’t you know it’s alright ?
You can love her
You can love me at the same time
Much to discover
I know you don’t have the time but
Oh my lover
Don’t you know it’s alright ?

Oh my sweet thing
Oh my honey thighs
Give me your troubles
I’ll keep them with mine
Take at your leisure
Take whatever you can find but
Oh my sweet thing
Don’t you know it’s alright ?

It’s alright
It’s alright
There’s no time
So it’s alrigh-igh-ight

What’s that color
Forming around your eyes
Once my lover
Tell me that it’s alright
Just another
Before you go…go away
Oh my lover
Why don’t you just say my name ?

And it’s alright
Say it’s alright
There’s no time

summer session

just trying to study and get some concentration and chewing on the skin around my thumbs… June and July have always been this bad since two years!!! that’s why the time I dedicate to reading has lessened. Hoffmann’s stories have been on the bedside table for a month by now.
I wonder where I’m gonna be in a year. The people I’m going to meet. The problems I will have overcome.
goodbye my faithful reader. 😉


black and white beetle, originally uploaded by fedewild.

Il ghiaccio della felicità si è incrinato e sono caduta. Dovevo cadere. Perché sono soggetta alle leggi di Murphy, perché la nuvola nera di Fantozzi mi segue, perché il destino complotta contro di me ecc ecc. Capite… quando tutti i tuoi sogni sembrano essersi realizzati… e poi appunto ti svegli e scopri che era troppo bello per essere vero. Amarezza. Senso di irraggiungibilità.

Mattina di domenica, spesa al mercato della Salinella, scarpe rosse con la zeppa e odore caratteristico di mandorle al caramello. Una testa infantile si sporge da una finestra, della musica viene dalla sua stanza, ha lo sguardo curioso puntato su di me. Cerco di farle una foto ma il tempo di tirare fuori la macchinetta dalla borsa ed è già sparita!

Tempo perso, e di sera mi viene l’ansia di tutto quello che dovevo fare e non ho fatto. Non è un bel momento, la sera. Meglio la mattina, quando pensare è ancora a metà tra il sognare della notte e il progettare il giorno che viene.

Due giugno manduriano, per la prima volta ho assaggiato un vino e mi è piaciuto, e ho conosciuto persone fantastiche, tra cui una ragazza col visetto da personaggio dei manga che fa mille espressioni carine e una donna che sembra avermi capita al primo scatto. Ed è stata una bella giornata, come poteva essere altrimenti? C’era persino un tipo strano che mi manda canzoni bellissime.

E per stavolta è tutto. Baci dalla galassia di Andromeda, o lettore irraggiungibile.

Le due ultime entry "poetiche" le devo a Gabriella Rovagnati, che è venuta nella nostra piccola facoltà due mesi  fa a parlare della traduzione della poesia affascinandoci con le sue traduzioni così naturali e scorrevoli e mi ha lasciato tanta voglia di andare a studiare a Milano dove insegna storia del teatro tedesco. "La traduzione è un lavoro da danaidi: si è condannati a tentare di riempire un vaso senza fondo"