“Esistono persone al mondo, poche per fortuna,
che credono di poter barattare una intera via crucis
con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo,
e che si approfittano della vostra confusione per passare un
colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole
d’amore
…”
(Andrea Pazienza)

Un giorno andavo sfogliando l’antologia delle medie di mio fratello quando capitai su delle tavole di un fumetto: una macchina in corsa, un viso stravolto dalla rabbia, la schiena enorme di un energumeno. Rimasi colpita dall’espressività di quei disegni che erano eloquenti anche senza parole, che facevano intuire di appartenere a chissà che storia. Chi era il loro autore? Era Andrea Pazienza, ed erano tavole tratte da "Gli ultimi giorni di Pompeo".

Avevo voglia di leggere qualcosa di suo e allora presi proprio "Gli ultimi giorni di Pompeo". Rimasi folgorata. Cominciai a scrivere "il mio futuro è in un c.c." sui banchi di scuola. A ripetere Majakovskij  a memoria. Leggendolo mi sentivo addosso la stessa angoscia del protagonista, chiuso in un ambiente che lo disgustava, prigioniero della droga, col cervello "che va a mille sotto diversi strati di nastro isolante".

Ancora oggi vado cercando Andrea Pazienza ovunque: in edicola, in fumetteria, su internet, sapendo di dover ancora capire tante cose su di lui e su quello che ha fatto per la letteratura italiana e per l’arte.

Da "Gli ultimi giorni di Pompeo"
«Quel giorno tutta dai pettini ai piedi come un attore tragico un dramma di Shakespeare in provincia
ti portavo con me
ti sapevo a memoria
e girellando per la città ti ripassavo
Quando caddi davanti a te, abbracciando questa NEBBIA
questo GHIACCIO
questo spazio
Come sei bella, questo turbine D’AFA…!

-ma di che parli stupido

-E’ FINITA.

‘Ma la vecchiezza è una Roma
senza burle e senza ciance
che non prove esige dall’attore
ma una completa, autentica ROVINA’ Majakovskij»

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2 thoughts on “

  1. Da qualche tempo sto cercando di tenere un blog ma tra il lavoro e la famiglia e un’associazione di cui faccio parte non mi rimane tanto tempo libero… Il blog, o meglio i blog (uno su blogspot e uno su myopera) li ho chiamati OsirisicaOsirosica ed è un omaggio al grande Paz. Sono passati 20 anni da quando ho pianto per lui, ho stretto forte forte Le Straordinarie avventure di Pentothal e ho pianto…bastardo…mi manca, tanto.
    Ti lascio quello che ho scritto su OsirisicaOsirosica sul giorno in cui l’ho visto disegnare… leggi e diffondi il Paz, sempre.

    marzo 1983
    Da poco compiuti i 18 anni. Da un anno ho iniziato a lavorare, fotocompositore. Da qualche anno mi perdo nei fumetti di Andrea Pazienza. Disegna tutto ciò che vorrei essere e che non sono. Non ho altri particolari vizi. Non assumo (ancora) droghe. Non ho ancora avuto nessun rapporto ‘serio’ con le ragazze. Mi cibo dei disegni e amo le storie del Pazienza. Scopro che viene a Milano, alla libreria le Nuovole Parlanti, per firmare i suoi libri. Vado. Rimango fermo e immobile attaccato al tavolo dove regala schizzi con un pennarello nero punta larga ammirandolo, guardando i suoi occhi neri e fatti. Non mi azzardo a chiedergli nulla, neanche un punto con il pennarello, niente.L’unica cosa che faccio è comprare Aficionados (un albo del Paz) e una cartolina.
    La cartolina la puoi vedere qui: http://osirisicaosirosica.blogspot.com/2007/10/7-marzo-1983.html
    G.
    copiaeincolla@email.it

  2. sono contenta che avere un blog favorisca lo scambio di ricordi ed esperienze come stavolta… bellerrimo!!!

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