Quando inizio a preparare un esame non mi rendo mai conto di quanto ponderoso possa in realtà essere. "ma tanto ho seguito, è come se già l’avessi studiato a metà". "Ma tanto gli appunti non c’è bisogno di ordinarli, me li ordino mentalmente" (mentalmente! tu sopravvaluti il potere della povera mente già sovraccarica di date e nomi)
Me lo scrivo qua adesso come promemoria per la futura me stessa: Cristina, non fare mai più così. Che poi arrivi a fare le nottate e ti fai venire un’ansia paurosa con tutto un corollario di sensi di colpa e dubbi esistenziali tipo "ho sbagliato a fare questa facoltà, sono negata per le lingue, non so studiare". Che poi questi dubbi ti assalgano in altri momenti, passi. Invece averli poco prima della fatidica data dell’esame è deleterio per il raggiungimento dell’obbiettivo. Perciò la prossima volta organizzati meglio.
Ecco, ho intrapreso in questo stato d’animo il tentativo di dare due esami lo stesso giorno. Riuscito, in effetti. Ma…  c’è sempre un ma che serpeggia fra le mie conquiste, che non riesco a scacciare.

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