in the kitchen

This is the most beautiful summer I’ve ever lived: I have seen so many places and done so many things, gigs and village feasts, beaches and mountains – it is a pity that my mood has to fall down and make me sad when I don’t have any reason to be – do I?
Anyway maybe I should not trap myself in the cage of my own thoughts, or I won’t be able to live and breathe. I want to be nice, I want to be perfect – but I forget how to be myself.
That’s something I always have to remember. And that I’m lucky

I’ve lived the last weeks without my parents and without anyone else in the house beyond myself even though I have been out most of the time – and I like it, it would be nice to stay like this forever. But I know it’s gonna change – I will move sooner or later, to another town or another house. What will be of me in three months? I’m so curious to see what’s gonna happen, in every field of my life… My life is like a giant mirror where I still cannot see clearly

In questi giorni ascolto sempre gli Afterhours, in macchina e a casa. A casa sto da sola e sto bene anzi benissimo, torno alle tre e lavo la tazza della colazione mentre su MTV ci sono gli elio e le storie tese. Perché chissà che fanno in tv di notte fonda.

Ora mi approprio dei gesti di S. che si prova le collane, che sfiora gli anelli sulle bancarelle con le dita. Gioco a vedere quale mi sta meglio. Io odiavo le collane e gli ambaradan vari della femminilità, vestiti compresi. A volte ancora mi metto la prima cosa che trovo. Però potrei stare cambiando. Non solo riguardo a questo. Potrei stare liberandomi dai pensieri più pesanti. Assaggiando ricci di mare sugli scogli.

Don’t fear

L’atmosfera giusta per dar voce alla mia interiorità è creata dai Sigùr Ròs: alle loro liriche in una lingua inventata posso dare tutti i significati che voglio, e io di solito sto male con me stessa, ma così no, non so perché. Non è un’atmosfera paurosa come quella onirica, o solitaria e claustrofobica. I pensieri che ho sempre avuto si srotolano, li riconosco, sono sempre stati lì, sono io, li scopro lentamente e con piacere.

 

 Viva i concerti della Bandabardò e i cornetti alla nutella alle quattro del mattino, i pranzi al cinese con i jiaoz e i borselli nepalesi.