Appena finito di leggere Middlesex di Jeffrey Eugenides.
Raramente un libro mi prende in modo così repentino, di solito aspetto finchè la trama si dipana o finchè non compare un personaggio. Qui invece avevo bisogno di rimanere incollata alle pagine, di leggere ancora e ancora, di andare avanti (peccato mortale! ti rovini la suspence! peccato mortale!) per vedere cosa succede.
E’ un romanzo ricco, pieno di personaggi di eventi nonostante si segua la storia di una sola famiglia. Si, è una saga familiare, e io ho un debole per le saghe familiari. Specialmente se sono condite da un po’ di realismo magico. Come dite? non ce lo vedete proprio il realismo magico in Middlesex? E il cucchiaio di Desdemona? E i sogni premonitori? E la resurrezione di…? E basta se no rovino la trama a chi non l’ha letto. E poi, realismo magico? Non so se è propriamente applicabile questa definizione. Diciamo magia, e basta.
Poi gli eventi si intrecciano in qualche modo alla storia (di due continenti diversi!) e anche per questo il romanzo si è guadagnato la mia attenzione.
E’ tutta una  storia di diversità: diversità etniche, di genere, di sesso, di classi sociali. Di conflitti e di convergenze.
Comunque, basti dire che Eugenides è riuscito a coinvolgermi senza annoiarmi, senza farmi pesare le 500 pagine del romanzo che all’inizio mi avevano spaventato. Riesce a spostare mirabilmente il tempo della narrazione dal passato al presente senza confonderti e a collegare entrambi in modo inestricabile.
Che dite, è abbastanza per suscitare la vostra curiosità?

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