perchè penso di non riuscire a fare nulla? di non avere controllo della mia vita?

quali sono i miei poteri? le mie capacità? posso fare una cosa? posso fare che qualcosa accada? no. chiaramente no. nulla di quello che voglio che accade alla fine accade. perciò non ho alcun potere.

 

tra l’intelligenza e la felicità preferirei la felicità.

vorrei essere più stupida ma più felice.

e se la felicità non esiste, vorrei essere almeno più sicura di me.

non ce la faccio più. mi sento troppo male. odio me stessa e non ho il coraggio di guardarmi allo specchio.

in questi anni cosa è migliorato? ho costruito una mia sicurezza interiore?se parlo così evidentemente no.

vorrei chiudermi in un cassetto e andarmene fischiettando.
vorrei nascondermi in una cassettina e dimenticare dove ho messo la chiave.
vorrei lasciarmi su una panchina, su un sedile del treno o dell'autobus, come un ombrello rotto e inutile.

perchè non riesco mai a migliorarmi ma solo a peggiorare?

è come se avessi nascosto per anni delle lacune e non avessi fatto nulla per colmarle. ora emergono ancora di più in tutta la loro stupida lacunosità.

non riuscirò mai a piacermi.

mi faccio schifo schifo schifo schifo schifo.

vorrei cancellarmi. nascondermi in un cassetto e andarmene fischiettando. dimenticarmi su una panchina, su un sedile del treno, come un ombrello inutile.

il punto è che

quand leggo un libro la mia mente non si muove a cercarne le tematiche più importanti. lo leggo e basta. è una colpa? mi impedisce questo di essere una buona lettrice? di essere una lettrice critica? sicuramente si.

non mi accorgo di contraddirmi. ci sono persone che riescono a fare un intero discorso pieno zeppo di argomentazioni senza contraddirsi sulla letteratura o sulla politica. io non sono fra queste.

mi dimentico le cose che imparo, e questo è triste. anche i libri che leggo dopo un po’ me li dimentico.

si. faccio così schifo. non sono meglio di tante persone comunque.

la sensazione di non valere quanto mi aspetto. la sensazione di aver sbagliato tutto e di non riuscire a impedire di sbagliare di nuovo.

non è più una sensazione.

dicono che i muri più duri sono quelli che costruiamo fra noi e gli altri. I muri dell'assenza, del silenzio. delle cose non dette.
e i muri dentro noi stessi? Le nostre rigidità interne? Vive in noi un interno vivo che smania di uscire e noi gli ereggiamo una gabbia intorno, perchè siamo gelosi. Siamo gelosi di noi stessi. Non ci permettiamo di provare determinati sentimenti, di vivere determinate esperienze – perchè non possiamo, non siamo pronti, non siamo abbastanza. Troviamo ogni genere di scuse. Mentre il mondo fuori va avanti.