Il primo follow Friday in ritardo. Per chi non lo sapesse, Follow Friday è un post fatto sempre nello stesso giorno ( il venerdì appunto) dedicato a un autore di contenuti particolarmente gradito allo scrivente. In questo caso autrici.
Questa settimana i miei vagabondaggi per le lande selvagge di internets mi ha portato a scoprire un blog interessantissimo, Soft Revolution Zine.

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si tratta di un blog collettivo caratterizzato dalla presenza di autrici giovani e intelligenti (una rarità) che scrivono dei più svariati argomenti: dai libri alla musica, dalla tv alla cultura. Il blog è nato da un’idea di Margherita Ferrari, infatti è proprio sul suo blog, L’odore dei pomeriggi (quando li butti via) che ho trovato il link a Soft Revolution Zine. Mi piace la loro vivacità. Soprattutto riaccende in me la speranza che in questo mondo ci siano ancora forme di vita intelligenti. Continuate così, ragazze della rivoluzione morbida!

Ora che ho finito l’università (gaudio et giubilo) ho molto tempo libero. Ahimè forzatamente libero: in altre parole sono disoccupata. Questa situazione ha due caratteristica: se da un lato può essere comoda perchè mi permette di dedicarmi ai miei piaceri personali dall’altro è alquanto incresciosa, perchè fa salire il mio senso di inutilità e fa aumentare di giorno in giorno il buco post-laurea nel mio cv.
Ho cominciato a riempire questo tempo di impegni. Uno di questi è il volontariato.
La mattina allora, cinque giorni su sette, mi alzo e vado in biblioteca.

La biblioteca della città dove vivo è piuttosto grande e moderna. Al piano terra c’è la sala conferenze, a cui si accede da un ingresso molto ampio. Al piano superiore c’è la cosiddetta “sala intermedia” dove molti ragazzi vanno a studiare. Non credevo che così tanti ragazzi studiassero nella mia città.
Io lavoro (non saprei trovare altro termine, comunque è chiaro che non vengo pagata) al piano terra. Aiuto i catalogatori e imparot qualcosa del mestiere. Ultimamente ho iniziato anche a capire come funziona l’organizzazione di eventi.

In realtà col volontariato volevo capire se il mestiere di bibliotecario era adatto a me.
Ora ho capito che non lo è.
I palchetti pieni di libri sono una vera tentazione. Il lavoro di bibliotecario però non riguarda propriamente il contenuto del libro, ma determinati aspetti fisici e tipografici (es. l’anno di stampa, l’autore, il numero di pagine ecc.) che servono a conservarlo e a rintracciarlo con sicurezza.

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foto mia: link

Perciò addio, cari libri miei. Magari vi chiederò in prestito. Verrò con la gru un giorno, ve lo prometto.

Nella biblioteca si può trovare di tutto: libri che risalgono agli albori della stampa, con le iniziali xilografate; alcuni in caratteri gotici, complicatissimi da decifrare; libri da epoche che vorremmo dimenticare e che ne portano i segni; pergamene grandi come lenzuola, dure per vecchiaia, giallo-marroni e scritte fitte fitte; diplomi decorati finemente di rosa, verde e bianco; manoscritti vergati da chissà quale paziente mano. Una gioia per gli amanti dell’antiquariato e dell’antichità in genere. O anche solo delle belle cose.
Ma il bibliotecario non deve lasciarsi sopraffare dall’emozione. Il bibliotecario deve controllarsi e procedere freddamente alla catalogazione, che già a volte è un compito arduo per i libri moderni, figuriamoci per quelli antichi.
Ecco, per quanto io possa ammirare sinceramente il lavoro del bibliotecario, non mi sento affatto portata per questo lavoro. Non posso avere un rapporto del genere con i libri. Esserne circondata tutto il tempo e non poterli leggere! Che tortura! Ma nella mia dittatura immaginaria c’è un grande spazio riservato alla biblioteche  ai bibliotecari.

Vorrei vivere a Bruxelles. Respirare l’aria che soffia tra le antiche colonne delle chiese.
Bruxelles è una grande città (1 milione di abitanti, dice wiki) ma è ricca di luoghi suggestivi.

Ad esempio la cattedrale di San Michele (concattedrale di San Michele e Santa Gudula), iniziata nel Dodicesimo secolo.

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foto di sftrajan via flickr

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 via weheartit

Vorrei sapere quali personaggi sono stati rappresentati nelle statue della chiesa…

Queste sono le Galeries Royales Saint Hubert, fatte costruire da re Leopoldo nel 1846. In queste gallerie sembra di tornare a quell’epoca, quando la mentalità dello “shopping” aveva appena iniziato a diffondersi.

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  by Elisa N. via flickr

La Grand Place, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. E’ veramente grande e si affacciano su di essa edifici antichi e belli, come le Case delle Corporazioni.

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via weheartit

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by gbatistini via flickr
Tra le due città sedi delle istituzioni europee – Straburgo e Bruxelles – senza dubbio preferisco Bruxelles.

Oggi vorrei…

9788845918599g…stare semplicemente tranquilla a leggere i diari di Sylvia Plath. Ho iniziato a leggerlo a fine dicembre perchè me lo aveva regalato mia cugina per Natale, su mia gentile richiesta, e mi ha preso subito: è pieno di riflessioni interessanti di una donna complessa, tormentata, che aveva deciso di dedicare la sua vita alla scrittura, indipendentemente dalla sofferenza e dalle difficoltà che questo comportava. Sylvia Plath ha sempre creduto nel suo talento ma non per questo si adagiava: la lotta per essere pubblicata è stata dura e piena di sconfitte. Ma non solo: il diario testimonia anche la lotta contro la parte di lei più scettica e insicura, il suo atteggiamento pessimista e autodistruttivo. A volte può essere persino doloroso leggerlo. A volte sembra di leggere il mio diario. Ma lasciamo perdere. 
Il libro presentemente giace sul comodino perchè non riesco a trovare un momento da dedicargli.

tumblr_lkicghBQIo1qbus0fo1_500…fare delle foto così: luminose, eteree, con i lineamenti del volto esaltati in maniera delicata. Invece inutile dirlo le mie foto al meglio non riescono a esprimere un grammo della fiaba che è questa. (link)

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…stare in un posto come la villa comunale, a godermi l'ombra degli alberi e magari a leggere proprio i diari di Sylvia Plath. Non ci vado da anni ma nel ricordo è come i jardins du Luxembourg di Parigi: luminosa, confortevole ed elegante. (link)

ritratto-di-poum-rachou…andare alla mostra di Tamara de Lempicka al Vittoriano di Roma. Mi piace la sensualità dei suoi ritratti, mi piacciono le sue donne dalle labbra rosse e i capelli perfetti, femminili e potenti anche alla guida di un'auto sportiva. Anche la bambina – Poum Rachou – è perfetta con i suoi boccoli  e il vestitino abbinato all'orsacchiotto. 
Ovviamente per fare questo dovrei prima andarci, a Roma. E' una parola…

Post ispirato da Cinnamon Swirl che è davvero brava e originale (lecc lecc).