Oggi vi parlerò di un blog che ho scoperto da tanto e che attualmente è uno di quelli che corro a leggere quando viene aggiornato: julia.

julia è un blog atipico perchè più che da leggere è da guardare: i post sono costituiti principalmente da foto, con un breve commento alla fine. Le foto sono tutte ad altissima risoluzione e di buona qualità. Apprezzo molto come la blogger riesca a mettere insieme scatti di autori diversi e a trovare un filo rosso che li unisce.

Ma chi è la blogger? Non so se il suo nome vero sia Julia, perchè non parla molto spesso di sè. Tutto quello che si capisce è che è svedese e che è affascinata dalla natura selvaggia, dai cerbiatti e altri animali e dalla moda. Ci sono comunque delle categorie sulla destra che rendono facile la navigazione. A me per esempio piacciono particolarmente i post su “interior” e “wilderness”, ma in genere mi piacciono tutti, non sto a guardare la categoria.

Se anche voi nutrite questi interessi seguite il suo blog. Io per esempio rimango affascinata da post come questo, quest’altro ma anche questo.


Untitled, originally uploaded by geneviève bjargardóttir.

Vorrei recuperare la mia vecchia voglia di fare foto a qualsiasi cosa. Andare in giro con la macchina fotografica sempre in borsa. La lomo acquatica sepolta tra le scatole dell’armadio sarebbe la fedele alleata delle domeniche in spiaggia. Le foto dell’estate scorsa sono ancora custodite dal rullino. Mia madre, il mare affrontato su un canotto, gli occhi due fessure per la troppa luce. Mi metterei a scattare foto ai bagnanti in spiaggia, alle signore con cappellini vezzosi, ai bambini coperti di sabbia, agli aquiloni a forma di medusa (seppia? calamaro?), alle strane forme che fanno le ombre, ai rifiuti, agli scheletri di granchio. Centellinerei gli scatti perchè il rullino va sviluppato e ogni foto costa. Studierei ogni scena – i colori, la luce.
Ormai però tendo a provare più entusiasmo nel prepararmi a fare che nel fare vero e proprio. Osservo una fotografia – come questa – e provo più piacere che nel farla.
Ho rivisto le mie foto di due anni fa perché mi ricordavo di averne fatta una simile a una mia amica. Orrore! Sembra che non conoscessi i principi basilari dell’uso di una macchina fotografica. Ora che ci penso, è molto più difficile fare una bella foto che osservarla. Sono troppo pigra per lasciarmi prendere dalla frenesia dello scatto. Forse non attuerò mai il progetto di recuperare la lomo.

3 places where I’d like to live

There are so many things I want to do. I have too much time but I spend it in deplorable ways like playing fb games and tumblring and searching jobs.

1. Living in Berlin

I speak German but I am slowly forgetting how to because I never practise. Living and working in Berlin would be the best way to speak a better German. Actually, there are many more reasons to live in Berlin: because it’s the centre of youth life, because it is cheap and because it is not Italy.

2. Living in NYC

That’s the dream of my life. The Bcouncil examinator asked me where I would like to live and I said immediately “New York”. I would like to live in of those houses you see on the Cosby show (was it NYC or Boston, by the way?). But really in the beginning just one room would do. All I  need is living there. It’s not about fashionable shops and bustling city life – it’s just that stories have one place to start and that place is New York for me.

3. Living abroad

I’m talking about any country which has to deal with poverty issues, war, refugees, reconstruction. I would like to be of help. I am not saying I am not afraid – I would be. But if I was offered the possibility to be employed in humanitarian organizations working in such difficult situations, I would accept it.