Untitled, originally uploaded by geneviève bjargardóttir.

Vorrei recuperare la mia vecchia voglia di fare foto a qualsiasi cosa. Andare in giro con la macchina fotografica sempre in borsa. La lomo acquatica sepolta tra le scatole dell’armadio sarebbe la fedele alleata delle domeniche in spiaggia. Le foto dell’estate scorsa sono ancora custodite dal rullino. Mia madre, il mare affrontato su un canotto, gli occhi due fessure per la troppa luce. Mi metterei a scattare foto ai bagnanti in spiaggia, alle signore con cappellini vezzosi, ai bambini coperti di sabbia, agli aquiloni a forma di medusa (seppia? calamaro?), alle strane forme che fanno le ombre, ai rifiuti, agli scheletri di granchio. Centellinerei gli scatti perchè il rullino va sviluppato e ogni foto costa. Studierei ogni scena – i colori, la luce.
Ormai però tendo a provare più entusiasmo nel prepararmi a fare che nel fare vero e proprio. Osservo una fotografia – come questa – e provo più piacere che nel farla.
Ho rivisto le mie foto di due anni fa perché mi ricordavo di averne fatta una simile a una mia amica. Orrore! Sembra che non conoscessi i principi basilari dell’uso di una macchina fotografica. Ora che ci penso, è molto più difficile fare una bella foto che osservarla. Sono troppo pigra per lasciarmi prendere dalla frenesia dello scatto. Forse non attuerò mai il progetto di recuperare la lomo.

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