Mi piacciono le tazzine di caffè, gli alberi nella nebbia e le valigie. Mi sento in colpa verso la società ma non riesco a capire perché finchè non apro e-mail lette e poi dimenticate. Mi ricordo del contenuto del senso di colpa: sono una contravvenzione all’assioma “essere disoccupata vuol dire essere improduttiva e quindi è peccato” alla base della nostra società capitalista. O forse è solo che contravvengo al MIO personale assioma “non essere perfetta non è da te e quindi è peccato”.  Forse sono io che aspiro a  troppo – vorrei eventi straordinari che sconvolgessero la mia vita.  non lo so, mi commuovo per le citazioni di canzoni fuori contesto e mi entusiasmo per chi va a New York. O forse non voglio eventi straordinari ma solo eventi. Vorrei maledettamente che succedesse qualcosa.

Il lavoro è il miglior antidoto alla paranoia, disse qualcuno di famoso di cui non ricordo il nome. Mi sono riempita di eventi, volti, esperienze.

Mangio strudel di mele non per il suo potere antidepressivo ma perché è buono e ascolto canzoni credendo che abbiano il potere di farmi stare meglio.

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