Fermate

Sto pensando a cosa è meglio per me. A volte penso tanto all’amore. E’ sempre mancato dalla mia vita. Sono sempre stata la ragazza senza compagno – difficile per gli altri stare con me, non mi ci si affeziona facilmente. difficile per me trovare un ragazzo per cui valga la pena darmi pena.
Penso al mio futuro. Ci sono maglie appallottolate nel cassetto, le più vecchie hanno i pallini e sono un po’ sformate. ho butto un paio di scarpe la settimana scorsa, la pelle era come grattata via. Mi chiedo se il cuore mi si stringerà così ogni volta che dovrò gettare via qualcosa. Ogni settimana vado a L. almeno tre volte, sono sei per quattro ventiquattro euro. Prendere il bus è molto triste, specialmente quando piove. Salire tutti bagnati e timbrare frettolosamente il biglietto mentre l’autista riparte velocemente rischiando di farti cadere. Sedersi cercando accuratamente un posto vuoto, per spaparanzarsi meglio. Vedere sempre lo stesso paesaggio dal finestrino. Non riuscire a scorgere i volti degli altri, se non quando sale qualcuno. Ascoltare i discorsi, quando non si sente la radio. E’ meglio il treno, con la sua spaziosità, le sue stazioni affollate, i baci rubati alla fermata, la confusione di chi parte e chi arriva, la possibilità di confondersi tra gli altri e il piacere di condividere uno spazio. Le stazioni mi sono sempre piaciute. Anche gli aeroporti. Vorrei avere qualcuno che mi stringa alla fermata un giorno, che mi baci e mi lasci andare. Qualcuno a cui mancare, anche se poi non te lo dice.

Soundtrack: Offlaga Disco Pax – Dove ho messo la Golf?

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