La città sul mare

ho un sacco di foto. Le mie preferite sono quelle che ho fatto dal Vue, quando il Bund è una striscia luminosa e la torre della tv sono due sfere di strass rossi. Non ci sono io in nessuna delle foto. L’unica in realtà è stata scattata quando eravamo ancora in Italia, e sono io che sorseggio un bicchiere di succo d’arancia mentre sono comodamente seduta in una poltrona della business class.

Ho avuto ben poco tempo di pensare ai cambiamenti che si sono verificati nella mia vita negli ultimi mesi. Il solo fatto di aver fatto un viaggio senza aver perso o dimenticato nulla mi sembra un motivo sufficiente per decretare il mio successo. Tuttavia, ancora non riesco a rendermi conto di quello che mi sta accadendo. Tipo che se leggo i nomi delle persone che ho incontrato nell’ultima settimana mi viene mal di testa. Una che fino a due mesi fa riusciva con sforzo ad articolare qualche sillaba in presenza di persone autorevoli si deve abituare a parlarci, discuterci, dargli risposte e volendo anche a scherzarci. Adesso sono capace addirittura di arrivare in tempo agli appuntamenti (tranne quando mi vengono i colpi di sonno, in quel caso batto i record olimpionici di velocità), di sopportare la presenza di altre quattro persone per sedici ore, di fare quello che dicono gli altri, di Mi sento discretamente preparata a tirare fuori altre abilità nascoste, o quantomeno a evolvermi (se non altro per sopravvivere). Sono brava a sfidare i miei limiti. Forse perché l’ho fatto per tanti anni.

Di questo viaggio mi ricorderò: la bravura di Y. a parlare italiano, la bravura di Y. in generale, l’allegria di Y., le luci del tunnel del Bund, le luci del Bund, la cucina di “M”, le orchidee di “M”, le cartoline-segnalibro-brochure di “M”, il bagno del Peninsula, il rosso dei lounge bar, lusso sfrenato dei negozi, i cancelli dei quartieri che si aprono sui palazzi dai mattoni rossi, le ragazzine sorridenti impiegate nei colossi governativi, l’autista che ride a casaccio, il ponte di “Blooklyn”, i commessi del fake, le nuvole, le nuvole, le nuvole indistinte, un blocco costante e uniforme, la bellezza della città nonostante le nuvole, la bellezza che si svela di notte.