platonic love

fuck chi storce il naso davanti ai miei facili entusiasmi
per una matita o per una battuta
le mie risate sono sguaiate perché non ho imparato come stanno al mondo i grandi
come si controlla la voce, quando si deve stare zitti e quando non si possono battere le mani
e le mie ingenuità mi fregano sempre

quando ad esempio credo di essere bella anche senza trucco
o di essere adorabile con la mia goffaggine che al massimo 

mi impedisce di stare vicino a te

ma come fai a essere così simile a me? non riesco a trovarti un difetto, mi dispiace. dovrai vivere su un piedistallo per un po’ – inconsapevolmente certo – mentre io continuerò a struggermi inutilmente.

 

Looking for love and feelings and cries and smiles

Tendo ad essere terribile. Mia madre dice che ho un carattere infantile. Quello di chi vuole tutto e subito. E poi sono ostile, orsa a più non posso. Non sono solo timida – tendente a essere di poche parole con chi non conosco – ma anche resistente alla socializzazione, poco propensa a dispensare sorrisi, anzi decisamente portata alla malinconia e al musonismo. Non mi devo meravigliare allora se resto tagliata fuori.

Però anche io sono come voi. Anche io desidero affetto, anzi lo bramo, come i gattini senza padrone per le strade. Perché allora il mio, di affetto, me lo tengo così stretto, evitando di mostrarlo ad alcuno?

Bascarsija nights

Di Sarajevo mi sono piaciuti:
-i gatti in cerca di coccole
-la musica blues (sevdah) che unisce le generazioni nel nome della tristezza allegra di chi si ferma a riflettere sulla propria vita (“sevdah è quando mio padre piange ed è felice” mi ha detto Haris nella sua spiegazione di cosa è sevdah)
-le feste dove tutti sono amici di tutti
-la grappa alla ciliegia a buon prezzo, come tutto il resto, cevapi e burek e croissant alla nutella compresi
-la moschea Bascarsija e il suo muezzin che ascolta musica dal cellulare
-Fuwad contento e innamorato della sua città
-le giornate sotto il sole, nonostante tutto
-trovare il blogger che leggevi quando avevi 15 anni e che ti ha dato qualche mito (Tank Girl, il Settantasette, MTV, gli Smiths, i flyer) e scoprire che è una persona meravigliossa
-fotografare Elisa con tutti gli sfondi possibili
-il tram rosso ciliegia a pois che non sono riuscita a prendere
-l’odore del narghilè
-le sere fredde nei locali a ridosso del fiume (Galore)
-non essere stata contenta di determinate situazioni ed esserlo adesso. Sono piena di contraddizioni, ma è una contraddizione essere felici adesso di qualcosa che nel passato ti provocava fastidio? Tutto è più bello nel ricordo. La prossima volta che mi lamento perché voglio tornare a casa alle 22 legatemi alla sedia

senza titolo

cose che mi rendono insofferente:

-la gente

-camminare senza meta per ore

cose che possono curarmi:

-il mare

-un bel caffè o un espressino freddo seduta al bar, di sera, all’ora del tramonto

Non vedo come questo possa dire di più della mia vita adesso, in questo esatto momento. Di cosa provo ora guardandomi indietro e dando un’occhiata al futuro. 
Ho trovato una nuova amicizia. Io desidero qualcuno che sia capace di sopportarmi. Lui cerca qualcuno che gli tenga compagnia. Entrambi siamo elitari, solitari, amanti delle conversazioni profonde. Amo ascoltare i suoi monologhi sconclusionati perché mi fanno distrarre, o forse per qualche altro motivo che non conosco. Amo fugare l’illusione di non essere sola. Lui ama credere che io sia piacevole. 

Conservo sempre la mia natura cerebrale. Metà della mia vita la spendo in elucubrazioni, tortuosi excursus e languidi rimuginamenti, con ben poca azione a fare da contraltare. E invece, bramo la vita, ho fame di piacere, sensualità, della freschezza e immediatezza dell’esperienza. Ma quale esperienza? Non lo so. Non saperlo non mi aiuta a cercarla.

Sono fiera di aver ripreso l’abitudine alla lettura. Mi dedico alle pagine mentre il bus mi porta a lavoro. A volte sono così presa che leggo l’ultima parola mentre scendo, con un piede sul predellino e uno sull’asfalto. Chissà chi mi vede cosa pensa – che strana, quella ragazza, così assorta in quegli oggetti misteriosi.