senza titolo

cose che mi rendono insofferente:

-la gente

-camminare senza meta per ore

cose che possono curarmi:

-il mare

-un bel caffè o un espressino freddo seduta al bar, di sera, all’ora del tramonto

Non vedo come questo possa dire di più della mia vita adesso, in questo esatto momento. Di cosa provo ora guardandomi indietro e dando un’occhiata al futuro. 
Ho trovato una nuova amicizia. Io desidero qualcuno che sia capace di sopportarmi. Lui cerca qualcuno che gli tenga compagnia. Entrambi siamo elitari, solitari, amanti delle conversazioni profonde. Amo ascoltare i suoi monologhi sconclusionati perché mi fanno distrarre, o forse per qualche altro motivo che non conosco. Amo fugare l’illusione di non essere sola. Lui ama credere che io sia piacevole. 

Conservo sempre la mia natura cerebrale. Metà della mia vita la spendo in elucubrazioni, tortuosi excursus e languidi rimuginamenti, con ben poca azione a fare da contraltare. E invece, bramo la vita, ho fame di piacere, sensualità, della freschezza e immediatezza dell’esperienza. Ma quale esperienza? Non lo so. Non saperlo non mi aiuta a cercarla.

Sono fiera di aver ripreso l’abitudine alla lettura. Mi dedico alle pagine mentre il bus mi porta a lavoro. A volte sono così presa che leggo l’ultima parola mentre scendo, con un piede sul predellino e uno sull’asfalto. Chissà chi mi vede cosa pensa – che strana, quella ragazza, così assorta in quegli oggetti misteriosi. 

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