Ferragosto

Questa è un’altra di quelle “feste comandate” che si snaturano nel momento in cui decido di onorarle. Come faccio a divertirmi a comando? Io mi diverto solo quando e se lo voglio.
Vorrei semplicemente che lo slancio a divertirsi fosse più sincero. Che si andasse in spiaggia a dormire all’aperto per il piacere di farlo, non perchè lo fanno tutti. E non occorre aspettare la fatidica notte di metà mese per farlo.
Oggi ho riletto i miei vecchi stati – esiste un’opzione che ti permette di scaricarli direttamente sul computer. Un’operazione nostalgica certo, ma anche un’occasione di riflessione. Guardando alla mia vita e ai miei atteggiamenti di qualche anno fa mi accorgo che ero troppo severa con me stessa – senza che ce ne fosse bisogno. Le mie foto erano belle, avevo amici. E invece mi crucciavo perchè non ero abbastanza brava e perchè nessuno mi pensava. Il pessimismo mi caratterizza e posso fare in modo da mitigarlo un  po’ ma è parte di me e non se ne andrà mai del tutto. Nonostante ciò devo cercare di non lasciarmi sopraffare e non dimenticare mai che si può sempre ridere di se stessi. Infatti è la cosa che so fare meglio. A parte fustigarmi per non essere nata Bill Brandt o Ernest Hemingway, è chiaro.


Untitled, originally uploaded by geneviève bjargardóttir.

Vorrei recuperare la mia vecchia voglia di fare foto a qualsiasi cosa. Andare in giro con la macchina fotografica sempre in borsa. La lomo acquatica sepolta tra le scatole dell’armadio sarebbe la fedele alleata delle domeniche in spiaggia. Le foto dell’estate scorsa sono ancora custodite dal rullino. Mia madre, il mare affrontato su un canotto, gli occhi due fessure per la troppa luce. Mi metterei a scattare foto ai bagnanti in spiaggia, alle signore con cappellini vezzosi, ai bambini coperti di sabbia, agli aquiloni a forma di medusa (seppia? calamaro?), alle strane forme che fanno le ombre, ai rifiuti, agli scheletri di granchio. Centellinerei gli scatti perchè il rullino va sviluppato e ogni foto costa. Studierei ogni scena – i colori, la luce.
Ormai però tendo a provare più entusiasmo nel prepararmi a fare che nel fare vero e proprio. Osservo una fotografia – come questa – e provo più piacere che nel farla.
Ho rivisto le mie foto di due anni fa perché mi ricordavo di averne fatta una simile a una mia amica. Orrore! Sembra che non conoscessi i principi basilari dell’uso di una macchina fotografica. Ora che ci penso, è molto più difficile fare una bella foto che osservarla. Sono troppo pigra per lasciarmi prendere dalla frenesia dello scatto. Forse non attuerò mai il progetto di recuperare la lomo.