1 mese

e se ne andò ottobre. se ne andarono le notti insonni per il jet lag, goldfrapp la mattina presto con la tenda tirata per non vedere il cantiere di terra marrone davanti a me, gli occhi rossi per i viaggi intercontinentali, il deserto del gobi dal finestrino dell’aereo, la voglia di sentirti e il non poter accendere quel prodigioso strumento che è il cellulare. se ne andò la mia dipendenza dall’approvazione della gente. anzi no, quella non se n’è ancora andata. piano piano va via la sensazione di essere sbagliata. forse a furia delle tue parole, forse a furia di felicità pompata nel cervello dai tuoi baci, dai tuoi occhi verdi. se ne andò la mia insicurezza. lasciò il posto a una fiducia tranquilla come il mare con la bonaccia.

venne novembre e venne la voglia di farti una torta. venne il rocky horror al cinema a bari, abbracciati con la mia guancia contro la tua barba. venne la pioggia sui finestrini che ci proteggevano mentre ti abbracciavo fortissimo e scoprivo la meccanica dell’amore. e quello che venne dopo ancora non si sa.

Fermate

Sto pensando a cosa è meglio per me. A volte penso tanto all’amore. E’ sempre mancato dalla mia vita. Sono sempre stata la ragazza senza compagno – difficile per gli altri stare con me, non mi ci si affeziona facilmente. difficile per me trovare un ragazzo per cui valga la pena darmi pena.
Penso al mio futuro. Ci sono maglie appallottolate nel cassetto, le più vecchie hanno i pallini e sono un po’ sformate. ho butto un paio di scarpe la settimana scorsa, la pelle era come grattata via. Mi chiedo se il cuore mi si stringerà così ogni volta che dovrò gettare via qualcosa. Ogni settimana vado a L. almeno tre volte, sono sei per quattro ventiquattro euro. Prendere il bus è molto triste, specialmente quando piove. Salire tutti bagnati e timbrare frettolosamente il biglietto mentre l’autista riparte velocemente rischiando di farti cadere. Sedersi cercando accuratamente un posto vuoto, per spaparanzarsi meglio. Vedere sempre lo stesso paesaggio dal finestrino. Non riuscire a scorgere i volti degli altri, se non quando sale qualcuno. Ascoltare i discorsi, quando non si sente la radio. E’ meglio il treno, con la sua spaziosità, le sue stazioni affollate, i baci rubati alla fermata, la confusione di chi parte e chi arriva, la possibilità di confondersi tra gli altri e il piacere di condividere uno spazio. Le stazioni mi sono sempre piaciute. Anche gli aeroporti. Vorrei avere qualcuno che mi stringa alla fermata un giorno, che mi baci e mi lasci andare. Qualcuno a cui mancare, anche se poi non te lo dice.

Soundtrack: Offlaga Disco Pax – Dove ho messo la Golf?

che faccio l’anno prossimo?

Nei momenti in cui ho il cervello in libera uscita – cioè quasi sempre – mi piace chiedermi cosa potrei fare nel prossimo futuro. Mi dà l’idea che seppur limitatamente ho del controllo sulla mia vita.
Oggi ho elaborato qualche progetto per l’anno prossimo:
1) andare a Saarbruecken in Erasmus.
2) andare al Pukkelpop a Hasselt in Belgio il 20 21 e 22 agosto
3) imparare a usare la reflex che vorrei farmi regalare per la laurea
4) riprovare a entrare nella mia scuola superiore preferita
Ovviamente questa lista si arricchirà man mano che prendo coscienza delle mie possibilità e dei miei desideri.

I progetti di quest’anno sono andati a buon fine, anche quelli inaspettati: ho trovato nuovi amici, un hobby che mi apassiona, ho seguito un sacco di concerti, ho perso peso, ho recuperato il senno, ho visto tanti posti nuovi, ho fatto il corso di fumetto, senza imparare molto peraltro, o almeno quello che ho imparato devo ancora metterlo in pratica. Non sono entrata nella mia scuola superiore preferita, purtroppo: se ci penso ho ancora la nostalgia. Per ora però voglio concentrarmi sulle strade nuove che ho da percorrere senza guardarmi indietro e piangere inutilmente.

cerchi

le domande di ieri hanno avuto risposta. Cosa ci trovi di bello nel lavoro di inter.prete? Il fatto che mi dia uno stipendio. Che mi permetta di essere indipendente dai miei, subito dopo la laurea. Di mantenermi da sola. Quante persone realizzano questa possibilità subito dopo la laurea? Quante possiblità ho io di trovare un lavoro sicuro a 24 anni?
Sono tornate persone che tre anni fa incontravo ogni giorno. L’effetto che ora hanno su di me ha la stessa natura ma minore intensità. Quanti cerchi si stanno chiudendo??? Gli eventi si ripetono, tornano su stessi. io sono allo stesso punto di tre anni fa.
Tre anni fa facevo avanti e indietro da Taranto a Lecce ogni pomeriggio per prendere lezioni di guida e seguire i corsi all’università. Cosa accadrà quest’anno?
Avrebbero mai pensato i Rolling Stones che la loro canzone più famosa sarebbe diventata la sigla di un programma italiano sulla gastronomia???

domande

no aspetta. cioè anche con la laurea in traduzione set.toriale e per l’edit.oria puoi fare l’interprete??? E io che lo scopro solo adesso, dopo aver fatto i test per solo inter.pretariato? Praticamente mi sono ridotta da sola le possibilità di entrare in questa scuola. Che poi è l’unica che sei sicura che dopo ti prendono subito a lavorare. Come ho fatto a essere così cecata??? Io voglio solo un’università che ti dia un futuro, e possibilmente dove l’insegnamento sia l’ultima spiaggia. Mi piacerebbe rileggere queste parole tra qualche anno, quando lavorerò già.

Immagina: sei a Milano e traduci con le cuffie sulle orecchie. Ti diverte? Cosa ci trovi di bello? Il fatto di impiegare al massimo tutte le tue abilità???