questo blog mi servirà a instaurare un dialogo con me stessa e ad accettarmi. a diventare sempre più consapevole di me stessa e sempre più portata a esprimermi. ho detto prima che la vita degli altri sembra bellissima quando la raccontano, mentre la mia sembra fare schifo. ora proverò un po’ a raccontare a me stessa di me stessa e a piacermi nonostante tutto. proverò a non giudicarmi.

happy birthday

quando ascolto una canzone in inglese mi piace conoscere il testo, soprattutto se è una coinvolgente come Aeroplane Over the Sea dei Neutral Milk Hotel.

What a beautiful face
I have found in this place
That is circling all round the sun
What a beautiful dream
That could flash on the screen
In a blink of an eye and be gone from me
Soft and sweet
Let me hold it close and keep it here with me, me

And one day we will die
And our ashes will fly from the aeroplane over the sea
But for now we are young
Let us lay in the sun
And count every beautiful thing we can see
Love to be
In the arms of all I’m keeping here with me, me

What a curious life we have found here tonight
There is music that sounds from the street
There are lights in the clouds
Anne’s ghost all around
Hear her voice as it’s rolling and ringing through me
Soft and sweet
How the notes all bend and reach above the trees, trees

Now how I remember you
How I would push my fingers through
Your mouth to make those muscles move
That made your voice so smooth and sweet
Now we keep where we don’t know
All secrets sleep in winters clothes
With one you loved so long ago
Now he don’t even know his name

What a beautiful face
I have found in this place
That is circling all round’ the sun
And when we meet on a cloud
I’ll be laughing out loud
I’ll be laughing with everyone I see
Can’t believe how strange it is to be anything at all, at all

Stamattina ho trovato quattro messaggi di auguri nel cellulare. Non ho mai pensato a quanto è bello ricevere gli auguri subito dopo la mezzanotte. Sembra che gli altri non stiano aspettando altro che farteli.

rimuginare

aspetto che mi vengano a prendere. finalmente il computer è salvo. posso uscire tranquilla. attraverso attimi di sconforto e apatia, dai quali passo repentinamente all’ottimismo, mescolando tutto con energia nei gangli della meteria grigia, attivando sinapsi dopo sinapsi, bruciando zuccheri, ragionando. posso essere tranquilla, posso evitarmi questo spreco di energie se voglio. devo solo controllarmi di meno. paradossalmente, per avere il potere di smettere, devo rinunciare a esercitare il potere di controllarmi.

che faccio l’anno prossimo?

Nei momenti in cui ho il cervello in libera uscita – cioè quasi sempre – mi piace chiedermi cosa potrei fare nel prossimo futuro. Mi dà l’idea che seppur limitatamente ho del controllo sulla mia vita.
Oggi ho elaborato qualche progetto per l’anno prossimo:
1) andare a Saarbruecken in Erasmus.
2) andare al Pukkelpop a Hasselt in Belgio il 20 21 e 22 agosto
3) imparare a usare la reflex che vorrei farmi regalare per la laurea
4) riprovare a entrare nella mia scuola superiore preferita
Ovviamente questa lista si arricchirà man mano che prendo coscienza delle mie possibilità e dei miei desideri.

I progetti di quest’anno sono andati a buon fine, anche quelli inaspettati: ho trovato nuovi amici, un hobby che mi apassiona, ho seguito un sacco di concerti, ho perso peso, ho recuperato il senno, ho visto tanti posti nuovi, ho fatto il corso di fumetto, senza imparare molto peraltro, o almeno quello che ho imparato devo ancora metterlo in pratica. Non sono entrata nella mia scuola superiore preferita, purtroppo: se ci penso ho ancora la nostalgia. Per ora però voglio concentrarmi sulle strade nuove che ho da percorrere senza guardarmi indietro e piangere inutilmente.

Questione di sguardi

Ho mantentuo la mia promessa. Sono andata a trovare la mia professoressa sabato mattina. E’ stata meno emotiva di quanto immaginassi, io più impacciata di quanto immaginassi. Abbiamo parlato del mio passato, presente e del futuro prossimo.

Passato.

“Come va con gli altri compagni di classe? Ti senti ancora con loro? So che tu sei sempre stata…” “isolata?” suggerisco. “No… Autonoma”. Si certo, se autonoma vuol dire con grosse difficoltà relazionali allora lo ero. Vada pure per autonoma, ero sola e stavo bene così, facciamo finta di esserlo stata, di non aver sofferto per questo. Cancelliamo quegli anni dalla memoria e dai diari scolastici e non, ero autonoma, non avevo bisogno di nessuno che mi facesse compagnia. Anzi non desideravo nessuno, per me erano presenze superflue e fastidiose, presto però sarei diventata la padrona del mondo e li avrei eliminati tutti. Finalmente sola! si! Evviva! Ovviamente sto scherzando.
“E avevi sempre quello sguardo… un po’… torvo… era come se fossi sempre…” “Arrabbiata?” “Si, arrabbiata” Wow, in classe una specie di Alex D. al femminile, sempre incazzata col mondo. Comunque non è la prima persona che me lo dice. Dev’essere vero. Mica me ne accorgo. Mi piacerebbe sfoderare quello sguardo raggelante quando mi fanno un bidone o uno sgarbo qualsiasi. Zac! Fulminarli, raggelarli, pietrificarli, incenerirli. Invece sono innocua come un pesce rosso, con lo sguardo altrettanto inespressivo. Eh no! Ma vedrete! Tremate! Medusa vi colpirà! HA HAA HA HA *risata cattiva aspirata*

Scartata l’ipotesi forlì o meglio scartata DALL’ipotesi Forlì mi concentro tutta sull’Erasmus, vorrei partire domani, e non tornare più. “Ronald Thomas e io” dei Massimo Volume. Indipendenza. Invece devo aspettare marzo. Beh certo prima mi devo laureare.

cerchi

le domande di ieri hanno avuto risposta. Cosa ci trovi di bello nel lavoro di inter.prete? Il fatto che mi dia uno stipendio. Che mi permetta di essere indipendente dai miei, subito dopo la laurea. Di mantenermi da sola. Quante persone realizzano questa possibilità subito dopo la laurea? Quante possiblità ho io di trovare un lavoro sicuro a 24 anni?
Sono tornate persone che tre anni fa incontravo ogni giorno. L’effetto che ora hanno su di me ha la stessa natura ma minore intensità. Quanti cerchi si stanno chiudendo??? Gli eventi si ripetono, tornano su stessi. io sono allo stesso punto di tre anni fa.
Tre anni fa facevo avanti e indietro da Taranto a Lecce ogni pomeriggio per prendere lezioni di guida e seguire i corsi all’università. Cosa accadrà quest’anno?
Avrebbero mai pensato i Rolling Stones che la loro canzone più famosa sarebbe diventata la sigla di un programma italiano sulla gastronomia???

siamo quello che siamo stati

oggi sono andata al mio vecchio liceo per salutare la mia professoressa di filosofia. Avevo tutta la mia vita degli ultimi tre anni su cui aggiornarla. Peccato che i professori fossero in collegio docenti e non siano neanche usciti per fare pausa.

Era uno dei cerchi che volevo chiudere, uno dei miei momenti del passato che sento di voler riprendere e approfondire per capire davvero cosa è significato per me.
Ieri mi sono fatta restituire un libro che non leggevo più da tre anni e che ho ricominciato a leggere.
Grazie alla Wayback machine ho recuperato le pagine del sito che avevo nel 2001 e mi sono stupita per la facilità con cui scrivevo in un inglese fluido e corretto.
Mi sono messa sulle tracce di una vecchia amica dell’epoca ma con scarsi risultati. Lei ora dovrebbe avere 25 anni. Spero che sia felice ovunque sia. Non è molto comune aver avuto come amica una newyorkese appassionata di scherma. Sono io a non essere molto comune.